Un Kart per Amico

 

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Come funziona
 

Guardare il proprio kart sul carrello nel garage la prima volta è un po' come il primo incontro amichevole e storico con il nuovo partner. Sei fermo lì, lo guardi, non parli e rifletti: < E adesso ? > < E se faccio delle figuracce ? > < Boh ! > Poi chiudi la saracinesca e la sera, a letto, guardi il soffitto per ore immaginandoti chissà quali prodezze ma anche incidenti catastrofici. Rimorsi di coscienza, fantasmi, una sorta di foga ma molto timida. Altri invece pensano di avere in mano uno Spitfire e che da domani gli altri avranno pane per i loro denti. Questi si sono rivelati tutti degli illusi.

 

Iniziare ad intraprendere questa disciplina non ha età e nemmeno distinzioni di sesso. I giovanissimi iniziano tranquillamente a 6 anni, a tutto vantaggio se la loro aspirazione è quella di ambire alle categorie automobilistiche più elevate. Ma questo sport va bene anche agli over, utile per divertirsi e per acquisire un'ottima padronanza di guida di un veicolo a quattro ruote.

Ma come organizzare il proprio ... team ?

La situazione migliore è quella di avere un amico affiatato che segue un progetto come il tuo. Oppure un papà disponibile ma sempre con un minimo di affiatamento. Oppure il proprio partner. Se la persona scelta... e compiacente avrà accettato di seguirti, non considerarla d'ora in poi la tua "facchina" perché presto si licenzierebbe. Grande fortuna invece quella di un amico che già corre, ma anche debuttante come te.

Se il caso è invece riferito a tuo figlio che intraprende il karting, devi essere tu per primo a incutergli affiatamento. Non seguirlo tra le piste come un automa rifugiandoti nel bar locale per tutto il giorno. Ma datti da fare !

Ci sarà da lavorare molto. Come del resto in tutti gli hobby e in tutte le passioni. Conosco appassionati di automodelli che "tribolano" giornate intere per far funzionare quei micro-bolidi; figuriamoci che cosa ti aspetta ! Ma sarà la passione il vero anestetico e per questo è importante che nel tuo team vi siano persone, ribadisco, con un minimo di affiatamento. 

Potresti essere anche solo e autonomo senza tanti problemi e senza tanti impiastri intorno. Ma è un po' più dura, in quanto ti servirà più di una mano.

 

Un appunto: se seguirai un amico che già corre da tempo (fortuna da prendere al volo), consideralo come il tuo "capo", ovviamente sulle piste e in questo ambito. Accetta i suoi consigli, seguilo sempre e fagli da assistente. Naturalmente lui dovrà avere il buon senso di ricambiare con la sua disponibilità, ma non snobbarlo mai. Accetta umilmente di essere più profano di lui e avrai solo da guadagnarci. Non sognarti di criticare suoi eventuali errori in pista e tanto meno incolparlo di eventi che gli avessero compromesso una gara: scatterebbe in lui una "molla psicologica" che consiste nell'azione inconscia di sfidare proprio te.

In un futuro molto prossimo imparerai a valutare ciò che è giusto o meno. Frequentando L'ambiente coltiverai anche altre conoscenze e ti renderai sempre più autonomo.

 

 

Fai installare sul tuo kart lo strumento a volante che rileva i tempi in automatico. Si chiama "Alfano", ma puoi scegliere tra varie marche e modelli. Ormai, quasi in ogni pista, sotto l'asfalto vi sono bande magnetiche che inviano all'Alfano il segnale ad ogni tuo passaggio. Questo segnale ti permette di leggere istantaneamente il tempo sullo strumento. In molte piste è presente almeno una banda, ma in altre anche più di una, per ottenere gli intertempi. Lo strumento ha la funzione di memorizzare diversi tempi sul giro, funzione contagiri, temperatura dell'acqua e in valide versioni anche altri importanti parametri. E' una spesa accessoria non economica ma importante: di solito i tempi rilevati da chi ti segue a bordo-pista con il cronometro in mano sono sempre inattendibili, in quanto l'ordine di grandezza degli errori è il centesimo di secondo. 

Prima di intrufolarti in qualche gara è meglio che ti organizzi seriamente per intraprendere un iter preparatorio concreto. Soprattutto se si inizia da adulti, la prima stagione è meglio dedicarla allo studio tecnico delle proprie capacità, determinando anche le proprie possibilità sia fisiche che economiche. E' necessario accantonare un minimo bagaglio di esperienza in merito, senza improvvisare mai nulla, prima di iniziare a competere con gli altri. Per quanto una gara possa essere più o meno importante ai fini della validità della stessa, è sempre un confronto, un vero "compito in classe", in cui non si devono commettere errori, in cui gli avversari non sono per nulla compiacenti, in cui basta un attimo per infrangere il risultato degli eventuali sacrifici che hai dovuto sostenere per questa attività.

Abbozza un vero e proprio programma personale, che può consistere in una ventina di sessioni, ovvero di presenze in pista, da distribuire a partire da marzo fino alle porte dell'autunno. Come in qualsiasi sport occorre allenamento, proprio per affinare i particolari tecnici che sono proprio la tua méta. Distribuisci le date in modo che abbiano una cadenza regolare. D'altra parte senza esagerare. Ogni volta che ti presenti in pista non deve essere una puntata "a vuoto" ma deve avere sempre un fine proficuo. Non distrarre le tue attenzioni sui continui confronti con gli altri, ma concentrale sul "tuo lavoro". Gli altri ti potrebbero essere utili interessandoti a guardare "come fanno", ma non pretendere assolutamente sfide immediate, anzi, quando ti arrivano dietro fatti da parte.

L'unica tua preoccupazione è il malefico strumentino che hai sul volante, il quale ti dice se sei stato bravo o meno. E' l'unico che non mente ed è l'unico con cui devi fare i conti. Le tue "passeggiate" iniziali dovranno diventare una sorta di battaglia con lo scopo di far segnare allo strumento un tempo sempre inferiore.

Ma in questo vi è un che di comico. Infatti in ogni pista esiste un record per ciascuna categoria; tu naturalmente devi fare riferimento a quello relativo alla tua. Passeggiata dopo passeggiata, i tuoi tempi biblici sul giro si avvicineranno sempre di più al record. Arriverai a 10, 9, ... , 5 secondi dal record e ti gonfierai di gloria. Ma è un miraggio. Infatti quei 5 secondi saranno un continuo rodersi di fegato e di ricerche infinite della perfezione che si verificano solo per pochi. Ogni decimo di secondo migliorato sarà frutto di non poco impegno. 

Per definirsi "competitivi" occorre considerare un GAP non superiore a 1 o 1,50 secondi dal record relativo alla tua categoria. Se ti accontenti invece di correre per partecipare, mira almeno ad un GAP di non oltre 3 secondi.

Proprio per questi obiettivi, devi iniziare tranquillo, senza superbia. Molto determinato, moltissimo controllo di se stessi e dimenticando l'avvilimento. Ricorda che l'alpinista che scala  montagne non parte dalla vetta, ma dal basso.

Intraprendere il karting solo per svago della domenica, ogni tanto ? Una scelta. Conosco pescatori ... della domenica che non hanno resistito ad investire denaro per canne che costano migliaia di Euro per il medesimo obiettivo: prendere trote. Intendo dire che: una cosa fatta male è meglio non farla, o sarai destinato a stancartene quasi subito. Il desiderio di migliorare perché gli altri ti sembrano migliori ti darà una continua spinta inconscia.

Se vuoi veramente mirare ai tuoi obiettivi, ribadisco che un altro parametro fondamentale è quello dell'omologazione del kart. Se hai scelto la tua categoria per cui dovrai prepararti, devi regolamentarti in modo che il tuo kart rispetti le omologhe ed i particolari per "quella" categoria, anche nel contesto di un tuo allenamento privato. Per esempio, se nella categoria scelta si usa un carburatore del 30 e tu invece ti alleni e provi con un 36 non fai altro che deviare il reale contesto della situazione. Perdi tempo, dato che ovviamente "potresti" (ma non è detto) realizzare tempi inferiori del tutto virtuali. Altro esempio per quanto riguarda il peso. Se la federazione stabilisce un peso minimo complessivo (pilota + kart), tu devi rispettare questa regola. Ovviamente con 20 Kg in meno il cronometro "potrebbe" esserti più simpatico, ma quando dovrai confrontarti con chi corre in regola con le omologhe sarà un dramma, oltre alla squalifica dalla gara. Andare più forte degli altri con un kart ibrido o sperimentale non significa assolutamente affinare le tue attitudini, ma è il contrario, come qualsiasi scorrettezza in qualsiasi sport.

 

Per migliorare costentemente la propria preparazione serve metodo. Ogni uscita in pista deve avere uno scopo ben preciso, non all'insegna del puro divertimento. Altrimenti si spreca tempo e denaro. Tieni presente che ogni giro di pista ti costa come materiali, utilityes e manutenzione dai 2 ai 5 Euro.